La forte ondata di maltempo che si sta abbattendo sull’ isola azzurra in queste ore, con danni e disagi di vario genere, porta ancora di più alla ribalta l’ emergenza sanitaria che l’isola sta vivendo ormai da anni, in particolare nel periodo invernale.
E’ chiaro che le condizioni meteo-marine avverse non possono dipendere dalla volontà umana e con questa bisogna, giocoforza convivere, ma è anche vero che Capri è un’isola, non un palcoscenico dove sfilare, ed i suoi cittadini devono ricevere gli stessi diritti sacrosanti di qualsiasi altra località della terraferma. Sul diritto alla salute non si scherza.
Su questo aspetto le istituzioni sovracomunali Asl, Regione e Governo,ognuno secondo le proprie competenze, dovrebbero iniziare a riflettere ed intervenire immediatamente.
Allo stato, con la situazione meteo attuale, è impossibile, nell’ eventualità, utilizzare i servizi di elisoccorso ed il servizio di idroambulanza, tra l’altro guasto da mesi. Resterebbe l’utilizzo della nave Caremar, i cui collegamenti di linea sono stati comunque interrotti. In ogni caso nessuna unità navale è presente nel porto, per essere allertata qualora ci fosse reale bisogno.
Alla luce di ciò è chiaro ed evidente, proprio sulla scorta di queste circostanze di fatto, che è si rende necessario, da una parte, il potenziamento dei servizi di trasferimento, ma, dall’altra, anche e soprattutto quelli dell’ unico ospedale presente, il Capiluipi, ormai ridotto all’osso. Non possiamo non essere autonomi e occorre poter gestire alcuni tipi di emergenza per personale numericamente insufficiente e per l’inadeguatezza dei servizi offerti.
E’ inconcepibile, anche a seguito degli ultimi episodi di cronaca, che l’ Asl Napoli 1 non prenda minimamente in considerazione la problematica e non raccolga l’allarme di tutti, istituzioni, associazioni, cittadini etc…
Con il dirigente Asl Ciro Verdoliva, coi sindaci ed i rappresentanti di categoria, avevamo avviato un tavolo tecnico intercomunale sulla sanità, con l’auspicio che arrivasse la svolta, ma che in realtà, considerato che non è stato più convocato, riteniamo sia stata, con ogni probabilità. una semplice passerella a scopo puramente mediatico. In tale sede avevamo lamentato, con relazione scritta consegnata allo stesso Verdoliva, l’insufficienza del servizio di trasferimento ammalati con elisoccorso. Nessuna risposta. Da allora sono trascorsi mesi, purtroppo.
Restiamo uniti, tutti, capresi ed anacapresi, istituzioni ed associazioni anche chiedendo, nel caso, una legge ad hoc per l’isola, un pò come è accaduto per Roma Capitale, per Venezia per le comunità montane.