
Ricezione parziale o assente negli ultimi mesi, fioccano le segnalazioni. E l’Unione Nazionale Consumatori valuta un esposto alla Procura
di Repubblica.it
di PASQUALE RAICALDO
Se lo smartphone non ha segnale, rendendoti la vita impossibile e complicando la comunicazione con il mondo, che sia per una telefonata o per aggiornare il feed di Facebook o Instagram, potrebbe configurarsi il reato di “violazione dei diritti personali dell’individuo”.
È quanto ipotizza, con una prospettiva certo singolare, l’Unione Nazionale Consumatori Isola di Capri, pronta a inoltrare un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli in cui lamenta il crollo delle ricezione Tim, negli ultimi mesi, sull’isola azzurra. Dove il segnale è spesso parziale o assente, frequenti le cadute di linea e ricevere telefonate diventa – come denuncia l’associazione in una nota – spesso impossibile. Si parla, dunque, di “parziale black out” e di notevoli “problemi riscontrati dai tanti cittadini residenti nei comuni di Capri ed Anacapri negli ultimi mesi, dai quali abbiamo ricevuto numerose segnalazioni, ultimo il grave disservizio verificatosi nella giornata del 28 novembre quando si è registrata totale assenza dei servizi su buona parte del territorio isolano”.
L’ultimo reclamo all’azienda è partito in queste ore, la firma è dell’avvocato Teodorico Boniello, delegato dell’Unione Nazionale Consumatori Isola di Capri, che ha lamentato “ la situazione di grave disagio sia per privati che per professionisti con impossibilità a comunicare e diventando le utenze completamente irreperibili”. Nei mesi scorsi, riepiloga la nota, abbiamo riscontrato criticità in particolare nel centro storico di Capri, in Via Dalmazio Birago, Via P.S. Cimino, Via Li Campi, Via Posterula, Via Listtieri e Via Madonna delle Grazie, con parziale copertura del segnale. E si parla anche della “migrazione” di decine e decine di cittadini.
La situazione sarebbe, secondo gli utenti, già chiara all’azienda. E nel valutare gli estremi di una class action – con cui si chieda il ripristino della piena funzionalità e il risarcimento del danno – e dell’esposto alla Procura, l’associazione ipotizza l’interruzione di pubblico servizio ma anche la violazione dei diritti personali dell’individuo. “Che – spiega Boniello – fa affidamento sulla funzionalità di un bene, che nel bene o nel male, è diventato essenziale per le attività quotidiane”. Estensione del proprio sé, che piaccia o no.